mercoledì, 23 aprile 2008

Scrivere seduta per terra, in terrazza, pensando che sarebbe un’offesa mortale al rosa carico del sole al tramonto accendere una qualsiasi luce artificiale.

Scrivere seduta per terra, in terrazza, perché è questo l’unico luogo in cui un flebile (ma sufficiente, se adesso state leggendo queste mie parole) segnale amico viene captato dalla wireless del portatile del Bradipo, promosso ormai da ben diciassette giorni dallo status di fidanzato a quello di convivente*.

Il trasferimento sembra essere completo: mancano giusto il mobiletto del bagno, le tende alle numerosissime ed enormi finestre, una poltrona per i vestiti in camera da letto e robette così, ma ci stiamo lavorando - coadiuvati in questo dalla mia chilometrica e dettagliatissima lista delle cose da fare e soprattutto da COMPRARE ASSOLUTAMENTE, dalla quale ogni tanto lo sventurato essere che mi sopporta depenna degli oggetti da lui ritenuti inutili, che io ri-inserisco e che lui ri-depenna e così via, finchè io non lo minaccio di sciopero e lui ride beffardo alludendo alla scarsezza di impegno che metto nella nostra vita sessuale, così io mi mortifico e cedo (anche sessualmente, of course).

E io sono felice, e convinta della mia scelta, e consapevole che con il passare del tempo sarò ancora più felice: questo l’ho capito oggi, quando ho intimato al Bradipo di lavare le tazze della colazione invece di perdere tempo rubando banda al vicino, e lui le ha lavate usando la spugnetta per pulire i fornelli, e io invece di saltargli subito alla gola mi sono prima messa a ridere e solo dopo l’ho assalito verbalmente tenendo una lezione di metafisica della spugnetta/corso avanzato riservato ai tesisti/seconda annualità.

Tutto questo ha un sapore che, se non è quello della perfezione, le si avvicina parecchio.

Forse che per raggiungerla basterebbe smetterla di utilizzare una connessione scamuffa?

 

* trovando la mia sintassi traballante, faccio presente che quando parlo di convivente mi riferisco al Bradipo e non al di lui portatile che, pur essendo anch’esso tecnicamente nostro convivente, non merita che gli venga assegnato questo status in quanto appartenente alla famiglia dei pc e quindi intrinsecamente indegno del mio ammòre.

sincerely yours, reme alle 21:03 | commenti (22)
giovedì, 13 marzo 2008

- 7

ieri sera è iniziato il rituale dei saluti, e non ricordavo che fosse tutto così complicato e triste e nostalgico e fine di un'epoca e dai ma tanto torno presto.
forse perchè l'ultima volta che ho dato il via al rituale dei saluti avevo 18 anni e cambiare città aveva un altro senso, ma se ci penso bene anche quella volta lì ho detto dai ma tanto torno presto, e in effetti all'inizio tornavo prestissimo.
poi, sempre meno.
adesso torno una/due volte l'anno, e molti di quelli a cui dicevo che sarei tornata non ci sono mica più.
tristezza a palate

(no, non è che roma capitale non mi vuole più, nessuno mi caccia, vado via per amore - si sposa, dicono in giro i miei capi con aria di compassione mista a dolore)
(no, non è vero che mi sposo, non subito almeno, è che ho compiuto trent'anni e i regazzini mi chiamano signora e mi danno del lei e io non lo posso accettare, quindi faccio scelte sconsiderate per illudermi che la vita è ancora tutta da costruire)
(no, non è che penso che a trent'anni la vita sia finita, è solo che io ci ho voglia di ricominciare tutto daccapo, e ricominciare tutto daccapo con una persona come quella che ho io accanto - fidatevi - ne vale proprio la pena)

sincerely yours, reme alle 15:06 | commenti (12)
martedì, 11 marzo 2008

mi rendo conto di essere ormai desaparecida, ma quando cambiamenti epocali sconvolgono la tua vita non è che il blog sia proprio il primo pensiero, diciamocelo.
o forse sì, ma non per me, anche se questo spazietto così bello e accogliente un po' mi manca, quindi facciamo che da oggi torno.

intanto metto qui il primo segnale della rivoluzione:
roma.bakeca.it/offro-camera/stanza-singola-piazza-bologna-s9ma2337171

se qualcuno è interessato si faccia avanti please, che inizia a venirmi l'agitazione.
cheers
sincerely yours, reme alle 10:13 | commenti (4)
venerdì, 14 settembre 2007

il commento di mio fratello mi ha spinto a ritornare a scrivere, perchè in effetti un evento così importante non si può smarrire nei meandri della memoria, e merita di rimanere impresso su un'inutile paginetta di internet che solo i miei parenti stretti leggono ancora.

ieri ho vomitato.

ho vomitato perchè ho mangiato troppo, come gli antichi romani, ma a differenza dei loro usi e costumi poi non ho continuato ad ingozzarmi, ma mi sono limitata ad accendermi una gustosa sigaretta.

ho vomitato nel bagno di un ristorante cinese con le mie amiche strette intorno a me a tenermi su i capelli e la sciarpetta fricchettona. le mie amiche hanno lo stomaco forte, visto che eravamo stipate in quattro in una toilette un metro per uno, e io ho un concetto distorto di abbigliamento adatto ad una serata - visto che decido di mettermi la sciarpetta che non usavo dal duemilauno proprio la sera in cui vomiterò.

ho vomitato e sono stata moderatamente soddisfatta perchè, pur avendo mangiato come un vero maiale (in salsa di  funghi e bambù), non sono stata costretta ad accontentarmi di una misera insalatina per il resto della settimana. la dieta è salva, e io non potrei mai essere anoressica.

ho vomitato di notte e, la mattina dopo, ho fatto colazione con latte, caffè e torta al cioccolato.
il tempo passa e io rimango il solito essere immondo di sempre.

sincerely yours, reme alle 13:30 | commenti (19)
mercoledì, 25 luglio 2007

Non ho speranza di dimagrire se continuo ad abbuffarmi senza ritegno di gelati.
Ma d’altra parte posso tranquillamente affermare di non essere responsabile della scelta della Sammontana di distribuire sul mercato le due tipologie di gelato migliori al mondo:
posso affermare con sicurezza che lo Steccoblocco e il Morbiciok causano assuefazione, e da un paio di settimane a questa parte non posso fare a meno di acquistarne continuamente confezioni formato famiglia, vivendo nel terrore che la gente si accorga di quanto sono buoni e li porti tutti via da me.
Il fidanzato non è da meno. Con mia grande gioia e tripudio ha sacrificato parte delle sue meritate vacanze per  stazionare nella magione romana nonostante io sia immotivatamente obbligata a recarmi al lavoro, e la sera indiciamo dei concorsi a chi sbafa di più. Ma tanto vinco sempre io, lui è troppo pulitino ed educato per competere con me.
La stagione estiva mi ha sfrancicato i cosiddetti da quando le temperature hanno superato i 18 gradi a mezzogiorno. Medito di trasferirmi in Paesi freddi e inospitali, ma nel frattempo sudo e vengo devastata dalle zanzare capitoline.
La mia vita, a breve, potrebbe subire grosse modifiche. Ce la faranno i nostri eroi?
sincerely yours, reme alle 13:13 | commenti (12)
venerdì, 06 luglio 2007

E’ che oggi, come in trance, mi sono ritrovata a digitare su google la seguente frase:
“come ammorbidire le scarpe strette”.
Tristezza e sconforto, mi sono sentita come uno di quei personaggi da classifica delle chiavi di ricerca del mese: allora, astuta come una faina, ho badato bene a non cliccare sull’indirizzo di  un blog per non fare la figura della sprovveduta, trovandomi così catapultata nel magico mondo dei consigli della nonna - dove peraltro non esistono soluzioni al fastidioso problema creato da scarpe bellissime che riducono i piedi ad un ammasso di pustole sanguinolente.
E’ da una settimana che vado su e giù per l’Italia, cercando di star dietro ai festeggiamenti vari  che si sono raggruppati uno di seguito all’altro. Stasera si riparte, per essere di nuovo qui domenica sera.
Essendo notoriamente il mio culo più pesante della famosa montagna di maomettiana memoria, come dire, sono un po’ provata.
Come se non bastasse, ieri sera un incendio del contatore neutro posto nelle cantine del palazzo ha fatto convogliare tutta l’energia elettrica dell’universo mondo nel mio appartamento. Ad un certo punto, mentre stavo mollemente adagiata sul divano, ho iniziato a sentire una puzza infernale di plastica bruciata, seguita da esplosioni piuttosto fragorose.
Mantenendo la calma, ho ben pensato di prendere con me amico cane, chiavi di casa e cellulare d’ordinanza per scappare il più lontano possibile, lasciando la casa bruciare indisturbata.
Poi però c’ho ripensato e sono tornata indietro, affrontando il pericolo con piglio deciso.
Un’ultima cosa: alla fine la permanente l’ho fatta, ma nel giro di due settimane si è già ammosciata.
Ma tanto non demordo, state tranquilli.
sincerely yours, reme alle 12:04 | commenti (11)
mercoledì, 28 marzo 2007

ci sono miriadi di cose che mi ronzano in testa e che premono per uscire da un pertugio qualsiasi e conquistare un posto nel mondo, ma io le tengo a bada che c'ho il blocco della scrittura ed è un po' di tempo che non mi sento portata.
due cose però le voglio dire.

la prima è che continuo ad essere insoddisfatta della mia capigliatura, e l'idea di farmi la permanente sta diventando una vera ossessione. che qualcuno me lo impedisca,vi prego.

la seconda: è stata una gran fatica, ma credo che sia una delle poche cose nella vita di cui mi sento davvero orgogliona.
ladies and gentleman, il video dei searching for
(sono graditi complimenti sperticati, attestati di stima, urletti isterici, segnalazioni e qualsiasi manifestazione di entusiasmo che possa venirvi in mente)
(fratello, sei il mio idolo)



sincerely yours, reme alle 12:48 | commenti (34)
mercoledì, 17 gennaio 2007

sono pienamente insoddisfatta dei miei capelli, e la questione mi tormenta.
tagliarli o non tagliarli? la soluzione non è così a portata di mano come si potrebbe credere perché ci sono molte cose da valutare, molte più di quelle che voi umani possiate immaginare.
per far sì che il dilemma sloggi dai miei pensieri, non mi rimane che tenermi impegnata in faccende ad alto potere svagante.
in particolare, il mio cervellino si è letteralmente impuntato nell’esplicazione di una  mansione che non è esattamente quella che avrei scelto io avendo il fidanzato a portata di mano, ma che comunque rende molto felici le persone che mi circondano: dal primo gennaio ho iniziato a cucinare qualsiasi cosa.
per dire, il cane si sta miracolosamente salvando dalla mia follia culinaria solo perché portarlo a spasso mi aiuta a smaltire le calorie ingerite ma, quando deciderò che tutto sommato ingrassare a dismisura non è questa gran tragedia, credo sia meglio per lui iniziare a raccogliere le sue povere cose.
ieri sera, avendo provato a raccogliere i capelli in vari tipi di acconciatura senza risultati apprezzabili, ho deciso che non era proprio il caso di uscire. cuciniamo, ordunque!
i biscotti al cioccolato all’ammèrrigana sembravano la scelta migliore: gustosi, poco impegnativi, ma soprattutto ottimo sostituto dei disgustosi cereali dietetici che ogni mattina mi costringo a ingurgitare.
risultato numero 1: in circa dieci minuti, nel tentativo di sbriciolare il cioccolato con uno strumento meccanico, perché va bene cucinare ma rimango pure sempre una pigra da competizione, ho fatto fuori ben due mixer elettrici che all’inizio facevano scintille – nel senso letterario del termine - ma ad un certo punto hanno cominciato a rendere la cioccolata non “tritata in maniera finissima” come riportava la ricetta ma più simile ad una poltiglia bruciacchiata.
risultato numero 2: i miei amati coinquilini non hanno potuto usare il bagno di servizio per un’ora, e dio solo sa quanto sia importante avere due bagni agibili se abiti con tre uomini in piena salute. non riuscendo ad individuare un luogo fresco dove riporre i salsicciotti ottenuti con l’impasto, infatti, sono dovuta necessariamente ricorrere all’unico posto non a portata di fauci canine: il bagno piccolo, per l'appunto, nel quale – abbassando il coperchio del cesso -  ho riposto la teglia con il suo prezioso contenuto. ora, fate lo sforzo di seguirmi: toilette + water + salsicciotti marroni. non ritengo utile riportare i commenti dei miei coabitanti.
risultato numero 3: andando a dormire mi sono resa conto di essere una specie di tavoletta al cioccolato e vaniglia con le gambe, completamente intrisa di essenze zuccherose e vomitosamente dolci, e questo ha decisamente compromesso il mio sonno. provateci voi a prendere sonno mentre vi sembra di essere chiusi in una scatola di cioccolatini.
comunque, i biscotti ammèrrigani non devono essere venuti tanto buoni, considerato che il mio amato fratello non li ha fatti fuori tutti senza dare a nessuno la possibilità di assaggiarli, come di solito fa con qualsiasi robaccia commestibile trovi in giro per casa, e proprio per questo ho generosamente portato la metà dei dolcetti in dono ai miei colleghi.
tanto io al massimo vado alla toilette del bar.


 
sincerely yours, reme alle 13:00 | commenti (17)
lunedì, 15 gennaio 2007

dice che l'anno nuovo sia iniziato già da un po', ergo è troppo tardi per la lista dei buoni propositi che tanto mi aggrada stilare per non rispettare con dovizia.
succede però che proprio in quest'anno in particolare, yes sir, proprio in questo odioso duemilasette che già dai suoi albori si è palesato come annus orribilis, io mi sia incaponita su una decisione in particolare: quella di crescere, finalmente, di mettere la testa a posto, di smetterla di essere un'eterna bambina e, udite udite, di arrivare alla fine dei dodici mesi avendo pianificato il mio roseo destino nei minimi dettagli.
tanto per dirne una, in questo esatto momento mi trovo a digitare queste inutili parole sulla tastiera del portatile di cuginofigo (uscito con il punk pochi minuti fa per andare a prendere un sanissimo succo di frutta al baretto - quest'anno abbiamo deciso di mettere la testa a posto un po' tutti, a quanto pare), mentre reggo il cordless in precario equilibrio tra il mento e la spalla sinistra per cercare di mettermi in contatto con un/a gentile operatore/trice di fastweb allo scopo di fargli un culo così se non mi fanno cambiare abbonamento senza costi aggiuntivi.
e, tanto per dirne un'altra, sono appena uscita da un'attesa di venti minuti portando a casa il personalissimo record di buon proposito trasgredito a soli cinque mnuti dalla sua enunciazione: la stronzissima operatrice che mi ha risposto mi ha severamente sgridata perchè richiedevo una procedura assolutamente vietata e io, dopo essermi lasciata intimidire, ho reclinato il capino e dichiarandomi sconfitta.
mica lo dicevo tanto per dire, che questo è un anno di merda.
anche nel resto della lista immaginaria, comunque, si attesta un'assoluta predominanza di punti riguardanti il risanamento economico che ho deciso di effettuare nella mia personalissima gestione delle finanze. lo scenario è, tanto per cambiare, disastroso, e occorre un periodo di austerity che manco il ministro dell'economia nei suoi sogni più sfrenati. dal primo gennaio non faccio che parlare di restrizioni, segno diligentemente ogni minima fuoriuscita di denaro sul quadernino, conservo scontrini ed elaboro previsioni. secondo le proiezioni arriverò alla fine di questo mese col conto in rosso, ma se tutto va bene alla fine di febbraio ci sarà una sterzata capace di portare a termine l'arduo compito altresì denominato "acquisto del tanto agognato macbook" che rimando ormai da temo immemore.
mi sembra ormai chiaro che l'anno nuovo è iniziato con nefasti segni di sciagura, primo tra tutti questo orrendo clima primaverile che tanto giova alle zanzare e alla muta del pelo di amico cane. perchè, quindi, non ricordare con un minuto di raccoglimento l'anno passato riportando alla memoria alcuni dei più rosei ricordi? e ricordiamo, và;

- primo in classifica, il momento dell'ammòre: l'incontro con il mio superfidanzato. quando mai lo avrei detto, quando neanche lontanamente lo avrei immaginato, l'uomo dagli occhi del mio colore preferito è apparso sulla mia strada e sembra intenzionato a rimanerci. io lo amo di puro amore, lui mi tollera a malapena ma sembra rassegnato ad avermi accanto. un applauso, prego.

- al secondo posto, il momento adolescenziale: e qui ti piazzo la giornata passata a girare il video del gruppo di fratellofigo in qulità di producer/fan numero uno/tiratrice di venice nera praticamente indelebile. presto su questi schermi, stay tuned.

- al terzo posto, e qui scatta l'inevitabile momento del tenero sentimento: le ore, i giorni, i minuti passati insieme alle adorate presenze che albergano nella mia vita, i miei salvagenti nello sconforto, i miei pupazzetti della felicità, le anime pie che tanto fanno e a cui poco dico.

adesso trasgredisco il proposito n. 42 - andare a dormire ad orari ragionevoli - per andare a salvare mio fratello dai tentativi di suicidio causa computer appena comprato e già non funzionante.


l'ho già detto che questo è un anno sfasciaminchia?


 

sincerely yours, reme alle 23:56 | commenti (9)
giovedì, 16 novembre 2006

cittàeterna, ore  diciannove e trenta circa di un mercoledì sera freddo e umido.

io e amicocane torniamo verso casa dopo una di quelle classiche passeggiate in cui lei mi strattona e mi sbatacchia e mi rivolta come un calzino e io inciampo e impreco e mi trascino attaccata al suo guinzaglio.
è sera, fa freddo, e l’umidità si condensa in una specie di nebbia appiccicaticcia, caratteristica poco piacevole della zona in cui è ubicata la magione: in pratica io, che già di mio ho la vista di una talpa in letargo, non vedo praticamente una ceppa.
imboccando a fatica il vialetto col cane imbizzarrito – perché l’ultimo tratto da compiere prima di far ritorno al focolare domestico è anche il rifugio di migliaia di gatti malefici – mi accorgo di una figura massiccia stagliata in controluce proprio di fronte al cancello di casa.
per nulla impaurita perché so di avere amicocane accanto a me, procedo spedita verso il traguardo.
più mi avvicino alla figura più mi accorgo che trattasi di un figuro.
nello specifico di un gran bel pezzo di figuro.
quando mi rendo conto che sorridendo egli si appropinqua alla mia persona, ricordo con orrore di trovarmi nella classica condizione in cui tutte le ragazze si trovano quando incontrano un piacente esemplare di sesso maschile: sono un inchiavabile cesso.
lo gnoccolone è dotato anche di voce melliflua e sorriso smagliante e, come se non bastasse, mi chiede se per caso sono al corrente di una mostra d’arte moderna da queste parti.
no, dico.
una mostra d’arte moderna in una specie di comprensorio per anziani con vista sul parco.
come resistere alla tentazione di dire “sì certo, è proprio a casa mia” sbattendo le ciglia dietro le lenti spesse un centimetro?
ve lo dico io come: nel momento esatto in cui la ma mente lussuriosa produceva tale pensiero ho avuto la percezione che il mio amato mi stesse appioppando un dolorosissimo schiaffone alla base del collo.
potenza della telepatia.

sincerely yours, reme alle 16:19 | commenti (15)